Nove Racconti J D Salinger scrittore. A perfect Day

J D Salinger  – A perfect day for bananafish (1947)

Il primo dei Nove Racconti di J D Salinger è un racconto sui generis, che riesce a farci intravedere quale sarà l’andazzo generale. Ma, come tutti gli scritti di Salinger, non ci mostra da subito lo stato delle cose, nè probabilmente aveva come target lettori poco accorti.

Nel corso della lettura degli altri Nove Racconti J D Salinger snocciolerà diversi argomenti. Ci parlerà di molte questioni sviluppate in tutto il periodo precedente e successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Essendo J D Salinger reduce di guerra, le sue storie sono imperniate di quel senso di disperazione.  Di quell’imminente disastro incontrato in Let there be lightNon è stato un caso quel documentario di Huston.

Lo capiremo subito il collegamento guerra e pazzi. La pazzia è sempre presente e, quando non presente, si alterna a stranezze e spiritualità inattese.

A perfect day, ovvero: Un giorno ideale per i pesci banana

A perfect day venne pubblicato per la prima volta nel gennaio 1948 sulla rivista New Yorker.

La prima notizia che abbiamo è che siamo in un albergo e il primo soggetto della scena inquadrata è una ragazza, la ragazza del 507 che aspetta una telefonata. Nell’attesa compie una serie di operazioni, una serie di piccoli gesti dettagliatamente descritti, dai peli strappati alla laccatura delle unghie. Dopo un tempo che copre un arco più o meno definito squilla il telefono. È una madre piuttosto agitata che finalmente ci svela il nome della ragazza: Muriel.

Notiamo subito che lo stile di J D Salinger è pura radiodrammaturgia: ci inserisce in un flusso di informazioni cominciate già prima di sintonizzarci con la stazione. I personaggi vengono svelati attraverso l’arte del discorso, in questo caso, tramite la conversazione tra Muriel e sua madre. Una conversazione abbastanza solita, tra una madre apprensiva e una figlia lontana.

A ben vedere qualche cosa non quadra quando la madre di Muriel chiede di Lui e di quei suoi scherzetti con gli alberi (pag. 7). Meno che mai quando la ragazza afferma che il suo nuovo epiteto affibbiato da Lui è Miss Puttana Spirituale del 1948 (idem). Almeno, però, abbiamo una data (1948, quindi è finita la guerra!), ma Lui invece che problemi ha?

Per prima cosa scopriamo che è stato nell’Esercito e che, quindi, è un reduce di guerra. Che è stato un vero delitto (pag. 9) dimetterlo dall’ospedale (psichiatrico). Che Seymour può perdere completamente il controllo di se stesso. Parola d’onore (idem)

See more Glass – Il primo della famiglia Glass

Ecco che finalmente abbiamo notizie del marito di Muriel, la ragazza del 507. Dalla telefonata abbiamo scoperto che è un reduce di guerra e che dalla guerra non è tornato con tutte le sue facoltà intatte. Continuando la nostra lettura capiamo anche che questo Seymour ha dei comportamenti molto strani e che adesso si trova sdraiato su una spiaggia della Florida, poco lontana dall’albergo dove Muriel ha appena riagganciato il telefono.

Cambio di scena. Sybil Carpenter assilla la madre con un ritornello che dall’inglese è stato tradotto con Acchiappatoio. Nella versione in lingua madre, invece, Sybil dice See more glass, un’omofonia linguistica che sta per Seymour Glass. Il nostro pazzo che sta sulla spiaggia a prendere il sole in accappatoio, per via di quel tatuaggio che non ha marchiato la pelle.

Corre Sybil sulla spiaggia, procede obliquamente sulla sabbia soffice fino a raggiungere un giovanotto che se ne stava sdraiato sul dorso (pag. 14). I due hanno un gran modo di conversare, lei bambina che continua a ripetere See more Glass. E sappiamo che è bambina da quel suo costume da bagno con un pezzo, quello di sopra, assolutamente inutile. Almeno per altri nove o dieci anni (pag. 13).

Dopo un breve tempo a parlare di una certa Sharon Lipschut, non troppo simpatica a Sybil, i due si apprestano a fare il bagno nell’oceano.

A perfect day – La fine di Seymour Glass

Come fa un pazzo squinternato ad avere un rapporto così normale con i bambini?

Symour ci appare improvvisamente normale e così poetico nel raccontare a Sybil questa strana storia su singolari pesci che si rimpinzano di banane. I pescibanana che non riescono neanche a uscire dalla grotta dove si introducono per mangiare fino a scoppiare di bananite (pag.19)E Sybil al limite della fantasia, che caratterizza tutti i bambini, ne vede proprio uno al sopraggiungere di un’onda. Un’onda che le bagna i capelli biondi in uno strillo pieno di gioia (Idem).

La fine, però, è vicina. Le ultime due pagine si concludono nel ritorno alle stravaganze di Seymour anticipate dalla madre di MurielSe le fa piacere guardarmi i piedi abbia almeno il coraggio di farlo senza sotterfugi (pag. 20). Dice il giovanotto alla donna che fugge via dall’ascensore dove si trovavano.

La 507 torna ad essere l’inquadratura privilegiata, dove ancora c’è odore di valigie chiuse e di smalto. Muriel dorme, si sveglierà con uno scoppio di polvere da sparo e un marito pazzo che si è spappolato la testa.

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • 

Per qualsiasi dubbio non esitare a scrivermi su Facebook oppure commenta nell’apposito spazio sottostante.

Se A perfect day ti è piaciuto lasciami un feedback positivo 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *